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Se non parli italiano… non compro i tuoi servizi finanziari

I servizi finanziari sono tra i prodotti che i consumatori sono meno disposti ad acquistare se il sito web non è nella loro lingua madre.

Viaggiare è una delle mie passioni. Ho viaggiato molto, da sola, con gli amici, in gruppo con persone diverse. Sono stata in molti posti, in Italia, in Europa e in luoghi più “esotici”, dall’India al Vietnam, dalla Siria al Sud Africa. Mi piace incontrare persone con una cultura diversa dalla mia e cercare di comprendere la loro lingua. Sarà una deformazione professionale!

Dalla mia esperienza coi miei compagni di viaggio, ho notato che quando le persone devono comprare qualcosa o mangiare al ristorante preferiscono leggere l’etichetta o il menù nella loro lingua (magari in abbinamento a una bella foto esplicativa!). Lo stesso vale quando si acquista un viaggio costoso su Internet. Credo sia questione di fiducia.

Questa mia percezione è stata confermata recentemente da un sondaggio “Can’t Read, Won’t Buy: 2014” ovvero non capisco cosa c’è scritto quindi non compro. Common Sense Advisory, società indipendente che si occupa di ricerche di mercato, ha intervistato 3.000 consumatori globali in 10 paesi non di madre lingua inglese.

Il 75% dei consumatori preferisce acquistare prodotti nella propria lingua madre. Il sondaggio evidenzia che oltre la metà degli intervistati fa acquisti on-line solamente in siti Web che riportano le informazioni nella lingua del consumatore.

Leggere i contenuti nella propria lingua sembra più importante in alcuni settori che in altri. I consumatori sembrano meno disposti ad acquistare automobili e servizi finanziari se non sono nella loro lingua.

Quasi il 60% dei consumatori globali ha dichiarato che ricevere le informazioni nella propria lingua è più importante rispetto al prezzo quando decidono di fare un acquisto. Per l’85,3% degli intervistati ricevere informazioni nella propria lingua è un fattore fondamentale prima dell’acquisto di prodotti assicurativi e servizi finanziari. Mentre solamente per il 45,8% la lingua è importante quando acquistano capi di abbigliamento on-line. Common Sense Advisory conclude quindi che “maggiore è il valore di un bene, maggiore è la probabilità che l’acquirente chieda di leggere le informazioni sul prodotto nella propria lingua”.

Traduzione e localizzazione sono pertanto servizi necessari per accedere ai mercati esteri e incrementare le vendite su scala globale. Anche se molte persone che navigano in Rete conoscono l’inglese, il 55% degli intervistati, compresi coloro che l’inglese lo parlano bene, hanno dichiarato di fare acquisti solamente quando le informazioni sono riportate nella loro lingua.

La traduzione è un processo costoso e talvolta complesso. Tuttavia, se le società non offrono una traduzione professionale dei propri prodotti e servizi, i loro potenziali clienti potrebbero rivolgersi a traduttori automatici, con risultati dubbi se non dannosi per il venditore.

Le società devono quindi inserire nel loro piano di marketing una strategia per le traduzioni. Bisogna adottare un approccio globale sin dall’inizio. Think global. Se una campagna di marketing associa immagini e video al testo, il testo dovrà essere semplice, chiaro, con poche metafore, privo di incomprensibili connotazioni culturali. Altrimenti sarà difficile, se non impossibile, tradurlo e integrare il testo con le stesse immagini.

Utilizzare la lingua del potenziale cliente sul proprio sito Web, e in generale nel piano di marketing, incrementerà la fiducia, darà un vantaggio competitivo, ma sarà utile anche per posizionarsi bene nelle ricerche di Google e delle parole chiave.

Tuttavia, solamente i copy e i traduttori che lavorano nella loro lingua madre saranno in grado di trasportare e riprodurre un’idea nella propria lingua, perché pensano nella lingua del proprio pubblico.

Parlate allora la lingua dei vostri clienti se volete vendere un prodotto o un servizio in modo efficace. In particolare, se si tratta di servizi finanziari.


Questo articolo è un libero adattamento in italiano dell’originale pubblicato in lingua inglese sul mio blog professionale