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Il buono, il brutto e il cattivo. Sei tu il mio cliente ideale?

Quando mi prendo una vacanza, mi piace viaggiare. Non amo stare ferma nello stesso posto a lungo. Certo, qualche volta è piacevole crogiolarsi al sole, passeggiare sulla spiaggia o mangiare un buon gelato sul lungomare. Questa però non è la mia vacanza ideale. La mia vacanza ideale è in movimento, alla scoperta di nuove cose, è la vacanza che libera la mente.

Questi momenti lontano dal tran-tran quotidiano mi portano a pensare a che punto mi trovo del mio percorso professionale, cosa vorrei fare, quali sono le situazioni in cui non mi trovo a mio agio, cosa vorrei cambiare del mio lavoro.

In questi giorni riflettevo sulle difficoltà di interazione con un cliente e mi sono domandata: chi è il mio cliente ideale? Com’è il cliente con cui amo lavorare?

Il mio cliente ideale risponde ai messaggi e invia informazioni utili. Sono consapevole che i miei clienti mi cercano per risolvere un problema, un problema che non sempre possono risolvere da soli, altrimenti non si rivolgerebbero a un traduttore professionista. D’altra parte, sono convinta che un buon risultato derivi da una collaborazione. Se ho un dubbio sul significato di un’analisi finanziaria che sto traducendo, o quando non è chiaro se il testo si rivolge a un investitore istituzionale o a un investitore privato, chiedo. Credo che sia nell’interesse del mio cliente rispondere alla domanda. Avere le informazioni giuste mi consente di fare un buon lavoro (e al mio cliente di vendere il suo prodotto o di pubblicizzare al meglio il suo fondo di investimento).

Il mio cliente ideale sa dire grazie. Quando un idraulico viene ad aggiustare la mia caldaia, lo ringrazio. Quando compro una crema in un negozio, ringrazio la commessa che mi ha consigliato bene. Quando qualcuno apre la porta per me, ringrazio. Mi offri il tuo aiuto, ti ringrazio. Lavori per me, ti ringrazio. Lo considero un segno di apprezzamento e di rispetto reciproco.

Il mio cliente ideale risponde sempre ai preventivi anche se decide di non accettare la stima che ho proposto. Forse ha scelto un altro professionista, forse ha deciso di tradurre la presentazione direttamente. Ricevendo una risposta, posso organizzarmi al meglio, so di avere tempo per lavorare su altri progetti e non devo tenere l’agenda libera per il lavoro in arrivo. Il mio cliente ideale mi comunica inoltre il motivo per cui ha deciso di non accettare il mio preventivo, e questo mi aiuta a migliorare il mio servizio o il mio modo di comunicare.

Il mio cliente ideale è trasparente, mi dice onestamente se ha deciso di cambiare fornitore dopo dieci anni di collaborazione, forse per via del prezzo, forse perché vuole sospendere la pubblicazione di un commento mensile. Un cliente di vecchia data è scomparso all’improvviso perché ha deciso di affidare le traduzioni a una grossa società di servizi nonostante fosse soddisfatto della qualità del mio lavoro. È arrivato un nuovo responsabile marketing che ha cambiato le procedure aziendali. È assolutamente normale nel mondo degli affari, lo accetto. Il mio cliente ideale però mi informa in anticipo della sua decisione e mi dà una spiegazione, anziché farmi scervellare su cosa può essere andato storto o su cosa posso migliorare.

Il mio cliente ideale mi dà un riscontro sul mio lavoro. Il mio cliente ideale mi comunica se preferisce un termine oppure un altro, quale stile preferisce, quale tono di voce, quale tipo di approccio organizzativo. Un feedback costruttivo, corredato da esempi o spiegazioni, mi consente di migliorare, arricchisce la nostra collaborazione, affina il mio lavoro e ottimizza il risultato finale.

Il mio cliente ideale ha una visione globale. Spesso chi scrive di investimenti e di finanza non ne è consapevole oppure dimentica che il suo contributo sarà tradotto in altre lingue, per culture e Paesi diversi dal suo e che sarà necessario un adattamento. Il mio cliente ideale sa che una visione globale sin dall’inizio semplifica il lavoro di tutti (compreso quello del grafico che deve cambiare le immagini associate al testo o del marketing che deve pubblicizzare un contenuto) e rende il testo finale molto più leggibile ed efficace per l’investitore target.

Il mio cliente ideale paga puntualmente. Concordiamo i termini di pagamento all’inizio del progetto. Io consegnerò il mio lavoro con puntualità, e molto spesso in anticipo. In cambio, il mio cliente paga puntualmente.

Il mio cliente ideale non dice “sono solo due frasette, ci metti pochi minuti” e poi mi invia cinque pagine fitte fitte da tradurre in due ore. Il mio cliente non sottostima il mio lavoro, cerca la collaborazione.

È un rapporto vincente per entrambe le parti, in cui io mi fido di te e tu puoi fidarti di me.

… Just a little bit of RESPECT (just a little bit)…